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EMDR

L’EMDR: che cos’è?

EMDR è l’acronimo dell’espressione Eye Movement Desensitization and Reprocessing, traducibile letteralmente con Desensibilizzazione e Riprocessamento tramite Movimenti Oculari. Si tratta di un metodo psicoterapeutico, che permette di rielaborare specifiche situazioni traumatiche, in tempi brevi ed in modo efficace.

Quando si vive un’esperienza scioccante, spesso non è facile dimenticarla. Un ricordo doloroso può, in breve tempo, trasformarsi in una temibile ossessione, che si congela nella nostra mente, generando solo ansia e sofferenza.

Grazie a dei veloci movimenti oculari, da destra a sinistra e viceversa, il metodo EMDR permette: l’inter-connessione dei due emisferi cerebrali, il recupero del ricordo negativo, un cambiamento a livello neurofisiologico e la rielaborazione funzionale delle informazioni, legate alla causa del disturbo.

Il trattamento prevede diverse fasi di intervento:

  • nella Prima fase lo specialista valuta l’anamnesi del paziente;
  • nella Seconda fase il paziente viene invitato a recuperare l’immagine traumatica e disturbante con tutte le emozioni e sensazioni fisiche correlate, che saranno oggetto di rielaborazione;
  • nella Terza fase inizia la desensibilizzazione dei pensieri disturbanti. Il terapeuta procede con questa fase, fino a quando il paziente non prova più alcun disagio emotivo, ripensando all’evento stressante;
  • nella Quarta fase lo specialista aiuta il paziente a recuperare o creare ex novo una buona autostima, ed a potenziare le sue capacità intellettive.

Per i singoli traumi sono, generalmente, necessarie circa 6 sedute; mentre per i pazienti, vittime di traumi multipli, sono consigliabili almeno 12 sedute. Non dimentichiamo che ogni paziente è un mondo a sé, quindi questi possono essere considerati solo come dati approssimativi.

L’obiettivo è quello di “sbloccare” e desensibilizzare il ricordo, per sostituirlo con sensazioni ed informazioni neutre o, addirittura, positive. Un metodo efficace e funzionale che permette al paziente di tornare a vivere serenamente, chiudendo finalmente quella determinata porta del “passato”.

La Storia

Il trattamento EMDR venne scoperto, casualmente, negli Stati Uniti nel Maggio del 1987, dalla giovane psicoterapeuta nord americana, Francine Shapiro.

La dottoressa, mentre passeggiava nel Campus della sua facoltà, notò che i suoi stati d’ansia tendevano a diminuire, osservando velocemente diversi elementi del paesaggio e pensando, simultaneamente, alla causa del suo disturbo. Capì che tale sollievo dipendeva dalla velocità dei movimenti oculari, che in qualche modo si legavano al pensiero, che le dava preoccupazione.

Cit: “Un giorno, passeggiando in un parco, notai che alcuni pensieri inquietanti che avevo erano improvvisamente spariti; notai inoltre che quando ritornavo con la mente a quei pensieri essi non erano più disturbanti e presenti come prima. L’esperienza passata mi aveva insegnato che i pensieri disturbanti hanno un determinato “ciclo”; tendono cioè a manifestarsi continuamente fino a quando coscientemente si fa qualcosa per fermarli o cambiarli. Ciò che mi colpì quel giorno fu che i miei pensieri disturbanti stavano sparendo e modificandosi senza alcun sforzo cosciente. (…) Notai che quando i pensieri disturbanti tornavano alla mente, i miei occhi cominciavano spontaneamente a muoversi avanti e indietro in una linea diagonale. Di nuovo i pensieri scomparvero, e quando li riportai alla mente la loro carica negativa si era notevolmente ridotta. A quel punto cominciai a eseguire i movimenti oculari deliberatamente mentre mi concentravo su vari pensieri e ricordi disturbanti e mi accorsi che anche questi pensieri sparivano e perdevano la loro carica emotiva. (…) Alcuni giorni dopo cominciai a provare.”

Da quel momento la dottoressa iniziò una serie di ricerche empiriche, che le permisero di perfezionare uno dei più solidi trattamenti psicoterapeutici utilizzati, oggi, nel mondo. Nel 1995 questa tecnica fu strutturata come metodo e nel 2013 l’OMS l’ha riconosciuta come trattamento efficace: nella cura del Disturbo Post Traumatico da Stress (PTSD: un disturbo dei processi di memorizzazione del trauma), nei contesti di emergenza pubblica (terremoti, tsunami, ecc.) e nella cura del Trauma di origine psicologica o medica.

In merito a questa scoperta, nel 2002, la Dottoressa Shapiro ha ricevuto il premio Sigmund Freud, il più alto riconoscimento nel mondo della Psicoterapia.

In quali occasioni è possibile utilizzarlo

In primis, è bene sottolineare che la pratica del trattamento EMDR richiede uno specifico corso di formazione, autorizzato e riconosciuto a livello nazionale, con relativo attestato di qualifica, rilasciato dall’Associazione Italiana EMDR.

Può essere utilizzato, principalmente, per curare disturbi legati a:

  • aggressioni
  • abusi
  • violenze fisiche o psichiche
  • incidenti
  • elaborazione del lutto
  • patologie oncologiche
  • catastrofi naturali

Alcune volte viene utilizzato anche in situazioni che presentano problematiche più comuni come, le fobie, l’ansia, i disturbi alimentari e le disfunzioni sessuali. L’utilizzo di tale metodo, integrato con un preciso percorso terapeutico, può fornire veramente un adeguato sostegno al paziente.

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Nei rapporti con gli altri provo completa sfiducia

Buongiorno desidero ringraziare tutti i professionisti che hanno accolto la mia scorsa richiesta di aiuto con viva partecipazione. Ho letto ogni risposta e compreso che ho omesso di dire alcuni elementi importanti per ricevere eventuali indicazioni su quale possibile strada intraprendere. Avevo raccontato la mia storia parlando solo del rapporto con mia madre e delle dinamiche che avvengono tra noi. Il problema reale è che indipendentemente dai motivi che possano averla spinta ho subito maltrattamenti e aggressioni verbali che oggi mi portano ad avere reazioni emotive davvero peculiari. Nei rapporti con gli altri provo completa sfiducia, totale diffidenza e sospetto. Nella mia percezione di pericolo divento davvero aggressiva, perdo la ragione, teatrale, in balia delle mie emozioni e metto me stessa in pericolo con scelte impulsive e compromettenti. Per esempio abbandonare il posto di lavoro perchè un collega mi ha “aggredito“, oppure prendere la macchina in piena notte per raggiungere un compagno a 300km di distanza per una collega un po troppo intraprendente. insomma non è vita. Le mie reazioni sono destabilizzanti per me e per gli altri. Quindi, vi chiedo... dopo 5 anni di terapia dallo psicologo, perché non sono riuscita a migliorare nulla? mi sono chiesta se esistono terapie che permettano di scavalcare la mente lucida e raggiungere l'inconscio, riprogrammarlo e affrontare irrisolti violenti e infantili. Spero davvero in una vostra risposta e spero che tra voi ci sia la persona che mi darà una mano. Con affetto C.


Risponde la Dott.ssa Luisa Rolfi

Buongiorno,
viste le sue esperienze di maltrattamento e di aggressione le consiglierei un approccio terapeutico basato sull'EMDR. Esistono molti approcci terapeutici buoni, la difficoltà sta nel capire qual è il più utile in base alle nostre difficoltà. Io conosco un paio di terapeuti nella zona di Treviglio oppure in provincia di Cremona. Altrimenti può consultare il sito dell'EMDR per trovare il terapeuta più facilmente raggiungibile per lei. Rimango a sua disposizione per ulteriori chiarimenti.

Dott.ssa Luisa Rolfi




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